UNDER 12 CHIANTI VOLLEY AZZURRA, A FUCECCHIO NE PRENDE QUASI UN SECCHIO.

CAMPIONATO PROVINCIALE FEMMINILE 6X6 PALLAVOLO UNDER 12 – Girone C – GARA 2146 –

30/11/2019 ore 15:30

PALLAVOLO FUCECCHIO – CHIANTI VOLLEY AZZURRA 2 – 1

1° set 25 – 12 2° set 14 – 25 3° set 25 – 13

Ci dev’essere un contatto, da qualche parte, che fa massa e blocca tutto. Partita indecifrabile, due set dove le atlete pareva giocassero a “un due tre, stella!” col pallone che cadeva indisturbato sul campo “come corpo morto cade” e le nostre, immobili come pietrificate dal più beffardo degli incantesimi e un set intermedio dove hanno (quasi) dettato legge giocando come sanno.

Le sostituzioni, che nell’intento di Coach Ricottini avevano l’intento di dare una scossa, hanno dato lo stesso risultato che a rianimare col defibrillatore una mummia. In quell’allucinante primo set anche l’orso Chabby, la mascotte, si chiedeva chi gliel’avesse fatto fare di uscire dal letargo ma nella seconda frazione convinzione e forza, quali lampi nella notte fonda, rimettono in pari il match.

Terzo set, “ritonfa!”: buio, brevi lampi che bruciano lampadine… stop. Visto che le atlete girano set dopo set, sarebbe inglorioso attribuire meriti e demeriti. Bene le Fucecchiesi, non irresistibili ma dal rendimento costante, nel bene e nel male, mentre le rosse della Chianti Volley vagavano per lo più garrule nel campo, quasi disturbate dalla sfera da gara che passava loro così vicino (salvo il set vinto, ovviamente).

L’arbitraggio, piuttosto discutibile, non è assolutamente una buona motivazione per giustificare un verdetto del campo che ha infastidito, per prime, le stesse giocatrici. C’è da migliorare su convinzione, attenzione, reattività, continuità, tutte doti che le nostre gemme portano dentro, ma che a volte non riescono ad esternare convincentemente, portando talune anche ad abbattersi. Ma per questo ci penserà la mitica allenatrice, non sarà compito facile, ma sappiamo che ce la farà perché ne ha la capacità e la grinta necessarie, il materiale è ancora tutto da modellare. In fin dei conti anche il Davide di Michelangelo, all’inizio, non era soltanto che un grosso pezzo di marmo. Da Fucecchio è tutto, siamo ancora in cerca di un elettrauto… eppure quel dannato contatto lo troveremo, prima o poi.

 

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